Per comprendere bene meglio leggere il precedente resoconto. 


Chiedo a quelli di Erotika di non pubblicare le mie cose da loro. Grazie.


I ragazzi, quelli che avevano organizzato quell'incontro bendata nel mio paese, già la sera stessa mi avevano proposto di ripeterlo. Sul primo momento ho detto che volevo capire se quel che era accaduto avrebbe avuto delle conseguenze. Ero ovviamente preoccupata. Se era vero come aveva detto uno dei ragazzi organizzatori, che vivevo due vite radicalmente diverse, 1) brava cinquantenne per la comunità, 2) poi esplosioni di desiderio sessuale incontrollati che facevo accadere lontano da casa, se era vero che avevo queste due personalità sempre più marcate, era possibile che con quell'incontro il mio io sarebbe tornato ad essere unico. È accaduto in effetti, ma solo nell'immediato. Ricordo che mi hanno tolta la benda e ho visto una sala grande con divani poltrone, due letti matrimoniali qualche attrezzo da palestra e dei tavoli sui quali c'erano i resti di quella che sembrava essere stata una festa. Bottiglie vuote, ciotole con avanzi di pop corn, salatini, vassoi quasi vuoti con tartine ecc. La sensazione che si fosse trattata di una festa mi ha pervasa e ne ero contenta. Ho chiesto "ma qualcuno si è lamentato? Cosa vi hanno detto?" I miei amici che avevano organizzato non c'erano tutti. Quel giorno erano sei e ci siamo seduti su due divani. Io ero nuda. Avevo sperma ovunque. I capelli erano secchi come se avessi messo troppo gel. Il corpo invece era ancora bagnato, colavo particolarmente dal sederino quindi mi son messa su due sedie, per capire, una per gluteo, e sotto per non rovinare il tappeto hanno messo una ciotola. Mi hanno raccontato che con loro sorpresa tutti i partecipanti avevano portato qualcosa da bere e da mangiare. Poi si è capito che era la scusa. Vado ad una rimpatriata con amici, questo hanno mediamente creduto mogli madri e fidanzate. Sono considerata una bella donna mi hanno detto, ma ovviamente nessuno mi aveva vista nuda. Qualcuno degli invitati ha raccontato di avermi vista in topless e poco prima che io apparissi lì alla festa, così loro l'hanno chiamata, si sono scambiati notizie su di me e hanno chiesto consiglio ai miei sei amici. Ero stata vista col solo perizoma a filo in una spiaggia a una trentina di chilometri da casa quindidal paese. Ci fanno kitesurf, viene molta gente da fuori, proprio da lontano, gruppi di ragazzi coi furgoni, spesso con le tende e le loro attrezzature. Il mio seno è stato descritto. Ricordavano che passeggiavo così in riva,  chiacchieravo tranquillamente coi ragazzi seno scoperto e ho fatto anche il bagno con loro. Tutto vero! È accaduto anche dell'altro e spesso non eravamo nemmeno troppo nascosti, ma nessuno ne ha parlato quindi deduco che non sono stata vista. Qualcun altro ha detto che in una discoteca del capoluogo avevo fatto un pompino a lui e a dei suoi amici ma non era sicuro al cento per cento che ero veramente io perché avevano bevuto. Ha poi detto che avevo dei tatuaggi. Qualcuno che mi aveva visto al mare in situazioni normali quindi in bikini, ha detto che non ne avevo quindi nongli hanno creduto, mentre i miei amici organizzatori sorridevano perché sanno che mi facevo tatuaggi temporanei grandi e vistosi proprio per migliorare il mio anonimato. C'era qualcuno che ricordava di aver fatto sesso con me nell'adolescenza. Nei loro ricordi ero bella e timida. Poi gli invitati hanno chiesto cosa potevano fare con me. Loro hanno risposto che potevano penetrarmi ovunque, in qualsiasi posizione e venire dove preferivano. Avrei obbedito a tutto. Era nei patti. Loro si erano tutti depilati. Non perché io l'avessi chiesto ma gli organizzatori l'avevano messo come condizione necessaria. Quando sono apparsa davanti a loro ero già completamente nuda e bendata. Avevo solo i miei tacchi che poi  durante la serata mi hanno tolti. Mangiavano, molti avevano il bicchiere in mano, c'era la musica alta e non capivo perché parlavano in tanti e le voci si sovrapponevano. Io ero tesa, eccitatissima e cercavo di capire due cose: 1) quanti erano, 2) di chi erano quelle voci. Poi ho iniziato a sentire le mani addosso. Prima sul seno che soppesavano e stringevano anche forte fra le dita. Contemporaneamente delle mani mi hanno aperto i glutei e ho capito che mi stavano guardando i buchetti. Poi le mani sono diventate tante, le lingue sui capezzoli. Le dita dentro dappertutto. Ero in bilico fra il lasciarmi andare o resistere e capire chi erano  poi ho iniziato a godere e ho capito che non avevo bisogno di concentrarmi per capire se conoscevo qualcuno. Un odore, una voce e immediatamente, in modo automatico se lo conoscevo mi appariva evidente. Mentre si giocava, quelli che avevano già fatto e quelli che dovevano ancora fare, dicevano le loro impressioni. Non li potevo sentire perché ero veramente impegnata e godevo in modo celestiale, in più erano più indietro, spesso seduti con gli organizzatori. Parlavano di me, di cosa era piaciuto o non piaciuto e nel frattempo non mi staccavano gli occhi di dosso. Nessuno è andato via prima della fine. Tutti hanno fatto un secondo giro e alcuni anche un terzo. Dunque, la maggioranza era entusiasta dal fatto che in bocca lo prendevo fino in fondo. Alcuni si sono lamentati dicendo che succhio poco la cappella, testuali parole, e gli organizzatori hanno risposto "dovevi dirglielo!" Sul sederino erano contenti. Avrebbero voluto infilarcene due contemporaneamente ma non se la sono sentita. Qui mi è venuto da ridere perché invece era accaduto e spesso, ma probabilmente nella foga non se ne sono resi conto. Anche gli schiaffi e le sculacciate hanno avuto un loro ruolo. Nessuno osava, finché due degli organizzatori non lo hanno fatto e allora si sono scatenati. Io ero soddisfatta e a quanto pare anche gli invitati. Ero contenta di questo? Si, probabilmente si, ma il mio pensare ha preso altre direzioni una volta che mi sono sciacquata in bagno e rimessa il vestito. Ho come la sensazione che per me stessa ora, se vestita io sia la corretta cinquantenne e nuda, un'altra persona, intendodire nel senso del  dottor Jeckyll e mr Hyde. L'ho anche verificato al mare qualche giorno dopo e ho capito che già a seno scoperto divento diciamo una dea del sesso con un'altramentalità. Cambia il mio modo di percepire gli uomini. Volevo fare il bagno in mare anche se l'acqua è ancora fredda e avevo dimenticato il secondo reggiseno che di solito metto quando esco. Era spiaggia libera, non c'era quasi nessuno tranne tre tipi a una cinquantina di metri e qualche runner. Mi son tolta il reggiseno con un certo imbarazzo perché ho una terza abbondante e so che attira molto e sono andata in acqua. Una trentina di metri di camminata che non passa inosservata perché un po' il seno si muove e infatti dopo nemmeno cinque minuti i tipi sguazzavano vicino a me e hanno attaccato discorso e due runner erano seduti a riva che mi guardavano e mi hanno parlato dopo. Ed ecco la metamorfosi. Ai miei occhi ora che ero in topless in acqua ed erano vicini si erano trasformati in puri oggetti sessuali, li guardavo con voglia e non mi curavo minimamente della morale. Fino a poco prima di togliere il reggiseno non mi avevano fatto alcun effetto e nemmeno avevo pensato a loro come maschi ancheperchénon eranodei begli esemplari. I due runner invece, che pure si conoscevano fra di loro, erano pure belli! Dunque,  nuda, già col seno scoperto per me un uomo non è più un maschio. Prima non ero così. C'era il pudore. La paura di sembrare una troppo facile,  una affamata. Ora quella paura è dileguata. Torniamo alla fine della festa ... una volta sciacquata e vestita il cambiamento mentale  l'ho percepito in tutta la sua forza quando sono uscita da quella casa ebfu diverso. Trovarsi sul marciapiedi, sulla strada, è stato un trovarsi nel mondo, un mondo che probabilmente era cambiato perché ora molti, quanti?, sapevano. Ero contenta che nessuno mi avesse giudicata male. I miei amici me l'hanno confermato anche nei giorni successivi, ma quando ho incontrato le prime persone ecco che mi si è rimescolato il sangue. Coi primi primi ho pensato che non ero in grado di dire se erano stati presenti e questomi ha molto agitata e con mia sorpresa, eccitata. I loro saluti sembravano i soliti ... sì, ma quella sfumatura del saluto, il dubbio che si insinua. Poi ecco il primo che sono sicura che c'era. Saluto, un sorriso che di solito non fa e che vuol dirmi io so e tu non sai che io so. Questo mi ha divertita  perché anch'io so che tu non sai che io so, e ho osato un sorriso leccandomi le labbra, che deve averlo lasciato interdetto. Qualcuno poi non ha resistito, me l'ha fatto capire e mi son resa conto che una parte degli invitati alla festa cercherà di ottenere qualche giochino.  Il loro ragionamento, che ho compreso parlandoci, è giusto. Le piace il sesso? Anche a me quindi glielo chiedo senza problemi. Hanno anche un vantaggio psicologico, così almeno credono: non mi dirà di no perché potrei parlare. Ho capito che è così e penso sia normale. Secondo loro sono quindi costretta a fare quello che pretendono. Per ora non è stato un problema e i miei amici mi hanno detto che ovviamente fra uomini si racconteranno tutto col problema che chi racconta non sarà creduto. A me la situazione diverte perché  questa loro sensazione che io non possa rifiutarmi, mi permette di lasciarli fare e capi loro gusti ... perché per me è bellissimo godere  ma altrettanto bello veder godere, capire che io riesco a farti impazzire. Dalla primo di marzo è passato un mese e sono accadute varie situazioni che comunque mi sono sempre piaciute. Ho qualche problema, che poi problema non è,  con un gruppo di adolescenti di cui uno solo era alla "festa". Non avevo posto limiti di età, nemmeno ci eravamo posti il problema e questo era arrivato col padre. Ho poi scoperto che non era l'unico col papà. Dopo la festa aveva raccontato tutto agli amici più fidati che non gli hanno creduto. Lui è venuto a cercarmi e con un'innocenza disarmante mi aveva detto che era stato presente, mi ha detto cosa mi aveva fatto, che gli amici non gli credevano e che voleva incontrarmi con loro per dimostrare che lui balle non ne dice! Mi ha fatto sorridere perché era molto agitato. Era evidente che per lui era una questione seria. Casa mia ha la campagna dietro e ora spesso sento i sassolini contro la finestra la sera. Entrano ... accade, mi ringraziano e vanno via. Mi portano anche fiori, cioccolatini. 


I miei sei amici organizzatori che sono tornati ad essere nove perché tre erano via, mi hanno  appunto chiesto quasi immediatamente di rifarlo. Io ero titubante. Volevo capire la nuova situazione. Poi ho detto che non sarebbe stata la stessa cosa. Ora molti sanno. Mi hanno risposto. Sì, molti sanno ma si potrebbe fare una serata in cui non c'è nessuno di quelli che son stati presenti la prima volta! Davvero? Non so nemmeno quanti erano! E non te lo diciamo. Abbiamo l'elenco e se vuoi te lo daremo ma più avanti. Quindi ok? Si fa? Ho detto che così poteva essere interessante. Di nuovo cercare di capire chi conosco da voce e odori, di nuovo sentirmi una dea. Ho detto sì che era giovedì scorso e loro mi hanno detto immediatamente "è tutto già pronto! Sapevamo che ti avremmo convinta!" E ieri è accaduto. A differenza della prima volta ho preteso che non ci fosse gente del paese vicino ne militari. Per quelli della palestra avevo detto va bene perché nella mia testolina ho pensato ormai verrà poca gente perché in fondo il paese è piccolo ma gli amici mi hanno detto meglio di no e ho lasciato fare. Ammetto che sono stata scorretta. Se la prima volta la benda condisteva in occhialini da piscina di quelli che coprono solo gli occhi e che li avevano verniciati dentro, stavolta ho preteso di mettere i miei (che sono a specchio) perché il colore che avevano messo mi aveva irritato gli occhi. Loro non hanno verificato provandoli e lo strato di colore che ho messo con un pennarello, dopo aver sperimentato un pomeriggio, era talmente leggero che vedevo benissimo e loro, vedendo la specchiatura non immaginavano .... mi sono proprio divertita! Io so chi c'era, loro non sanno che io so! Che effetto vedere questo o quest'altro che conosci e che, sicuro dell'anonimato si lascia andare! Certo che mi ha fatto impressione quando, una volta nuda e solo coi tacchi, come la prima volta sono entrata! Un muro di gente! Li conoscevo tutti ed ero nudissima davanti a loro davantial mio paese che minha vista nascere! Posso dire che durante i giochi spesso avrei preferito non vedere per lasciarmi andare meglio. Ho goduto di più la prima volta probabilmente perché non vedevo, perché un senso importante come la vista era disattivato. Ma quel momento, nuda davanti al mio paese! Non certo tutto ma una buon parte sì! mi ha dato un'eccitazione da svenire. Questa volta però la festa non è terminata comev avrebbero voluto gli organizzatori. Alla fine abbiamo fatto due chiacchiere come la prima volta. Stavolta era andata meglio. Ero stata più sottomessa, più obbediente. Comunque ai maschi del mio paese piace venire nel sederino edvero di nuovo seduta con la ciotola sotto. Mi sono lavata, mi sono vestita ed ero nella sala con i miei amici quando qualcuno bussa. Siamo sorpresi. Uno di noi va. C'è gente del primo incontro che sapeva di questo ed eccoli che provano a chiedere se a me va bene. Chiedo quanti sono. Sono letteralmente tutti più qualche col figlio che il padre ha pensato bene di portare per insegnargli ... a vivere. I miei amici dicono no. Sono preoccupati da questa perdita di controllo della situazione. Io invece penso ad altro. Ho l'occasione di sapere l'identità di tutti!!! Non resisto. Dico che voglio continuare. Vado in bagno, mi spoglio, metto di nuovo gli occhialini che ormai avevo pure puliti. Sono pronta ... e di nuovo nuda, solo con i tacchi, entro. Di nuovo una folla. Mi sorprende una cosa che noto quasi immediatamente, vedo tutti quelli della mia via, i miei vicini che conosco da una vita, poi persone delle vie adiacenti. Ho un momento di imbarazzo enorme e poi mi dico divertiti! Loro non sanno che tu sai! e hanno iniziato a toccarmi.


Stamattina sono uscita ed ero veramente incuriosita della situazione che avrei trovata. I vicini ovviamente li ho visti e salutati tranquillamente. Ho notato che sono più cordiali. Uno si è offerto fi tagliare l'erba del mio prato, un altro mi ha promesso di sistemare quwlla certa macchia sul muro... Molti di loro e altri, li ho incontrati a messa. Non ci vado tutte le domeniche ma avevo notato che molti erano della mia parrocchia. Trasalivano, poi si sentivano sicuri perché io non so  .... Come la prima volta, durante i giichini sono stata obbediente e non ho parlato. Ho risposto comunque ad alcune cose che mi chiedevano. Sembra sia accaduto anche la prima volta ma non me n'ero resa conto quindi non avevo risposto. Sicuri della musica alta stavolta mi chiedevano. Ti piace la sborra? Ne vuoi ancora? Te lo mettiamo in culo in due va bene? E io rispondevo si mi piace. Grazie, mi fa piacere eccetera. Quwlli che ho incontrato nella prima parte della serata che poi era ieri, erano più scatenati e più sciolti di quelli del primo incontro poiché questi sapevano che potevano osare. Quelli che ho incontrato nella imprevista  seconda parte della serata erano invece più sciolti prima di tutto fra di loro. Non avevano più imbarazzi reciproci e si mettevano nudi rapidamente organizzando le cose da fare con me che avvenivano con piùspontaneità.


Ora esco per incontrarmi con un'amica. Ora uscire è veramente molto divertente e c'è sempre la possibilità che accada qualcosa.... e io so di tutti quelli che erano presenti. La sorpresa, la differenza maggiore che colgo dal primo incontro, ma che per ora è poco piùdi una sensazione che intendoverificare, è che sono diventati più cordiali non solo con me, ma anche fra di loro. Questo mi permette di immaginare una situazione che fino a ieri era impensabile ... se il fatto di fare sesso con me tutti insieme rende gli uomini del mio paese più socievoli e sembra altruisti, ecco che ogni tanto, quando ci si rende conto che la situazione si sta raffreddando, si potrebbe fare una seratina come ieri, ma finalmente senza maschere, tutti consapevoli e scatenati, mantenendo rigorosamente il segreto con le donne del paese. Si potrebbe anche fare un piano preventivo. Così mi ha suggerito l'amico psicologo, uno dei nove che sta teorizzando, grazie all'esperienza con me, una terapia di gruppo che potrebbe assomigliare a quel che ho fatto ieri. Sembra che anticamente ci fossero feste così, che il cristianesimo ha condannato. Io queste cose non le so, ma oggi ho avuto veramente la sensazione che ci fosse più armonia.