Quella cagna perversa di mia moglie Leonarda
PARTE 5
Passavano le ore e i minuti di quel sabato notte. Io in casa sfrigolavo dalla rabbia. Ma dovevo stare calmo, anzi calmissimo. Freddo come una stalattite di ghiaccio. Dovevo fargliela pagare. MA prima dovevo raccogliere prove su prove. Dovevo ricostruire tutta la nostra, anzi la sua vita degli ultimi 25 anni. Camminavo avanti e indietro per il salotto senza darmi pace. Era ormai l’una. Il GPS non dava segni di vita. Era fermo da 2 ore. Mi venne un’idea, che a molti potrà sembrare strampalata o perversa: mi erano avanzate alcune microcamere, così ne misi una nella doccia, una nel bagno, col grandangolo, e una la nascosi dentro il water. Volevo spiare quella troia, smascherarla oltre ogni dubbio. Dopo averle posizionate e regolate col wifi di casa, col mio computer, misi la modalità registrazione. Poi me ne andai a letto, ma senza dormire. Sentii la troia che finalmente si degnò di rientrare, verso le 5 del mattino. E subito se ne andò in bagno e vi si chiuse dentro. Dal mio cellulare la spiavo. La disonesta era vestita così come era uscita di casa. Si era già tolta quei vestiti da troia. Non appena entrò in bagno, per prima cosa strappò diversi pezzi di carta igienica e si asciugò le gambe, dall’inguine e le natiche fino alle caviglie, come avesse del liquido che le colava… Notai che non indossava le mutande. Poi si sedette sul water. Cambiai l’inquadratura e vidi che aveva l’ano aperto, non chiuso, e tutto arricciato all’infuori. Mi portai una mano agli occhi e sospirai fra me e me: “ma come cazzo a fatto a ridurlo così quel culo? Che cazzo ha combinato stanotte?”. Poi dal culo iniziò a uscire una gran quantità di liquido, come se stesse pisciando. Senza esagerare avrà espulso 20 cc di liquido. Non avevo mai visto niente di simile, neanche nei porno più esagerati. Alzatasi dal water, iniziò a togliersi i piercings che aveva alla vagina, e li notai che erano proprio enormi, esagerati e numerosi, e li ripose in un sacchettino che si infilò nella borsetta. Poi si sedette sul bidè, dove si lavò per bene la vagina e l’ano (per lavarlo all’interno si infilava con nonchalance 4 dita fino al palmo, come se niente fosse). Si fece la doccia e, per finire in bellezza, prima di mettersi delle innocenti mutandine, si infilò nel culo un enorme cuneo anale. Per finire, indossò delle insospettabili braghe del pigiama. Nel vedermi basito la scena, per qualche minuto non riuscii a capire perché si infilasse quel coso nel culo prima di venire a letto… poi mi venne in mente che la spiegazione più logica doveva essere che… con quel buco di culo che si ritrovava, se non ci avesse infilato un “tappo”, avrebbe sicuramente sporcato il letto con le feci…
Si sdraiò al mio fianco, feci finta di svegliarmi e la salutai: “ciao amore”, le dissi. “Ciao tesoro, buonanotte”, mi rispose, e mi diede un bacio sulle labbra. Causandomi quasi l’urto del vomito.
CONTINUA…